La Storia

In un panorama di razze canine dalla storia millenaria, il Terrier Nero Russo si può definire l'ultimo nato, tanto è breve e recente la sua vita. Tuttavia l'impegno profuso in Russia, dagli organi governativi, per la sua creazione non solamente merita tutto il rispetto possibile, ma è anche la dimostrazione "vivente" di una razza "voluta" e "creata" avendo ben presente quali fossero le qualità che si volevano raggiungere e che si richiedevano alla razza stessa e, con tutta franchezza, si deve affermare che l'obiettivo posto è stato raggiunto in pieno e la prova è sotto gli occhi di tutti. Alla fine della seconda guerra mondiale la Russia, come la maggior parte delle Nazioni europee, dovette affrontare il problema della ricostruzione, necessaria per una ripresa sociale ed economica dopo i danni disastrosi prodotti dal terribile evento bellico.Di tali danni non ne soffrirono solamente le popolazioni, anche se indubbiamente il popolo pagò un prezzo altissimo (sia per numero di vittime e, sia ancora, per gli stenti disumani patiti) ma anche molte specie animali e, tra queste, in primis, proprio i cani. La ricostruzione che ne seguì dovette affrontare vari problemi, non ultimo il saccheggio messo in atto dal popolo per sopravvivere, proprio da quel popolo messo in ginocchio da una guerra disumana, con dei massacri orribili e con delle ferite profonde, apertasi durante il conflitto e che riguardavano l'intero sistema produttivo sovietico.Il panorama che si presentò ai governanti di allora era davvero desolante sotto ogni profilo e la ricostruzione dovette superare difficoltà sociali ed economiche di enorme rilievo, penalizzando, forzatamente, il fattore umano che, di fatto, continuò a pagare un prezzo alto, in quanto a stenti e privazioni. Le conseguenze furono, come in molti altri Paesi, le razzie, i furti, messi in atto da una popolazione affamata ed affranta. Di pari passo, quindi, sorse la necessità di selezionare dei cani capaci di svolgere la guardia alle strutture agricole ed industriali che si stavano ricreando, nonché alle stesse basi militari che furono ricostruite, e sempre più potenziate, per la difesa del territorio nazionale. Fu proprio il Governo sovietico Centrale ad incaricare il Centro di Allevamento Nazionale "Stella Rossa" per la creazione di un cane adatto a questo tipo di attività e che, al tempo stesso, rispondesse a delle qualità di particolare rusticità, di facile adattabilità e, quindi, di facile addestrabilità e che avesse una particolare massa e sostanza, necessarie proprio per svolgere compiti di guardia e difesa nelle più disperate condizioni ambientali e climatiche che la Russia presentava. Furono tentate, attraverso incroci tra diverse razze, varie vie, senza tuttavia ottenere all'inizio risultati soddisfacenti, capaci di rispondere alle esigenze presenti.All'inizio vennero utilizzate razze diverse, sfruttando quel poco che la guerra aveva lasciato, quali Terranova, il Rottweiler, lo Schnauzer gigante ( per la maggior parte importate dai territori occupati), nonché alcune razze autoctone, anche se non riconosciute, quali il Lupo Alsaziano e l'Alano Moscovita.I primi soggetti, come già accennato, non diedero subito i risultati sperati. Tuttavia la strada intrapresa venne seguita, affinando, via via, le tecniche degli  incroci.Animatore di tali ricerche fu il Generale di Divisione Miedvied, considerato oggi, e giustamente, il padre della Razza, e che allora guidava un gruppo di Biologi della Scuola Centrale per l'allevamento dei cani della Polizia. Dopo vari tentativi si scoprì che uno Schnauzer Gigante di nome Roj accoppiato con femmine di razze diverse, quali Pastori della Russia meridionale, Airedale, Rottweiler ed altri, dava sempre dei discendenti di mantello scuro, robusti, con testa lunga ed importante.La strada era quindi segnata. Si continuò ad utilizzare Roj ed i suoi discendenti, selezionandone i cuccioli migliori e più robusti, tenendo presente che le esigenze di allora non erano tanto finalizzate alla bellezza del cane, quanto piuttosto ad avere dei cani da lavoro capaci di svolgere compiti di guardia, di difesa e di cani adatti per il Corpo di Polizia, capaci, insomma di sopportare le fatiche con resistenza, con forza e, soprattutto, con grande attitudine al lavoro. In buona sostanza non ci è dato da sapere, e questo viene ammesso anche dagli stessi Russi, quali e quante razze entrarono nel gioco degli accoppiamenti e quindi contribuirono, nel concreto, a fissare i caratteri del Terrier Nero Russo. Si sa sicuramente che in essi si trova il sangue delle razze Airedale Terrier, Rottweiler, Riesenschnauzer Nero, Dobermann, tutte più o meno incrociate tra loro e con l'immissione di altre razze autoctone quali il Terranova Moscovita, qualche Levriero, i Laika ed i Cani da Pastore della Russia Meridionale. Ovvio che successivamente si lavorò affinandone il tipo, selezionando i soggetti migliori, i più simili ad affini tra loro, sino ad arrivare poi, a fissarne "un tipo" che era pressappoco quello che attualmente vediamo nei rings delle esposizioni.I primi Terrier Neri Russi furono presentati nel 1955 a delle rassegne ufficiale e per i risultati ottenuti il Centro Nazionale ricevette la medaglia d'oro, segno questo, allora, di enorme prestigio.Due anni più tardi furono presentati oltre 40 Terrier Neri Russi alla Mostra Panasovietica dei cani poliziotti, i quali, subito, destarono un interesse sempre crescente tra appassionati ed allevatori, tanto che alcuni soggetti furono affidati dal Centro Nazionale a dei privati allevatori, operando così, di fatto, una collaborazione tra "pubblico" e "privato" che diede subito ulteriori effetti positivi per la razza.Di pari passo l'allevamento si comincia ad espandere, superando gli stretti confini moscoviti per svilupparsi nelle regioni del Volga, degli Urali e nelle aree settentrionali del Paese. Iniziano anche a sorgere i primi Club di razza che fissano puri i criteri e gli orientamenti per l'allevamento. Nel 1958 viene pubblicato il primo Standard di razza accompagnato alle istruzioni per l'addestramento e l'utilizzo del Terrier Nero Russo.Con questo si inizia, nel concreto e sempre più, a raffinare la razza, selezionandone le caratteristiche di tipicità, superando le mere esigenze utilitaristiche volute dai Centri e dalle Scuole Militari, affinandone il tipo, la costruzione ed il mantello.Il resto è davvero storia recente, tanto da arrivare negli anni '70 a produrre oltre 4.000 esemplari, dando inizio, contemporaneamente, alle prime esportazioni verso i Paesi Scandinavi con la Finlandia in testa.Parlando di recente proprio in Finlandia ho avuto notizie che i primi Terrier Neri arrivarono intorno al 1978, quando la Razza ancora non era ufficialmente riconosciuta dalla Federazione Cinologica Internazionale , particolare curioso, i primi soggetti adulti importati vennero pagati circa 50 dollari l'uno! Fu solamente nel 1981 che la razza venne riconosciuta ufficialmente in Russia con la redazione del primo vero Standard ufficiale emanato dalla Direzione Generale del Ministero dell'Agricoltura.Nel frattempo alcuni soggetti avevano sconfinato anche nei Paesi che gravavano nell'orbita dell'URSS, destando subito grande interesse tra molti appassionati che ne iniziarono anche l'allevamento.Ma la consacrazione internazionale definitiva arriva nel 1983 con l'approvazione dello Standard da parte della F.C.I.. Lo standard porta il numero 327 e la razza venne inclusa, più che altro per il nome che porta, nel III Gruppo, tra gli altri Terriers. Infatti, a più riprese e giustamente, il Kennel Club Russo, sorto dopo la perestroika, chiese alla stessa F.C.I. ed ottenne l'inclusione della razza nel II Gruppo privilegiando giustamente le caratteristiche di cane di lavoro, premiando di fatto quanti, oltre 40 anni prima lo vollero creare, partendo proprio da quello che si aspettavano sotto il profilo del lavoro piuttosto che da quello esteriore. Per questo si può ben dire che il risultato finale ha veramente del prodigioso. Credo proprio che in nessun altro caso della lunga storia delle razze canine, nessuna altra razza venne voluta, fu creata e fissata in un così breve lasso di tempo e soprattutto con un risultato di qualità e popolarità così rapido tanto da essere definita "la perla nera russa"!Oggi i Terriers Neri Russi sono diffusi in tutti i Continenti ed il loro interesse è un continuo crescendo.Le loro qualità, in Patria ed all'estero, hanno raggiunto dei livelli di assoluto rispetto, tanto da vederli vincere spesso non solamente dei raggruppamenti, ma anche dei Best in Show. Il problema che ora si pone è quello di mantenerlo ai livelli che ha nella Madre Patria, ai livelli voluti dagli Amici Russi.Lo sviluppo che ha raggiunto e che sempre più ottiene, può portare ad un decadimento delle sue alte qualità producendo più per il mercato piuttosto che mirare ad una rigorosa conservazione e miglioramento del tipo e delle qualità naturali previste dallo Standard. E' questo il prezzo pagato spesso anche da altre razze che hanno avuto uno sviluppo troppo rapido e che ha portato l'allevamento più verso il mercato piuttosto che al rispetto dei canoni fissati dagli Standards.Speriamo che ciò avvenga anche per il Terrier Nero Russo, anche se, giudicando nei diversi continenti, ho potuto constatare che alcuni soggetti presentano delle preoccupanti deviazioni sia per il tipo e sia, ancora, sotto il profilo caratteriale.L'ingresso della Russia nella Federazione Cinologica Internazionale rappresenta, sotto questo profilo, una maggiore garanzia per la tutela della razza. Sempre più, infatti, i Terriers Neri vengono giudicati nelle più importanti Esposizioni da Colleghi Specialisti Russi e ciò rappresenta una garanzia assoluta per un armonico sviluppo rispettoso dei canoni fissati dallo Standard.