La Storia
| E'
un simbolo di bellezza gioiosa tanto da far dire non è un cane
ma è il Setter. E' s'è meritato questa definizione galoppando
nei secoli a conquistare l'ammirazione di grandi cacciatori e dame, popolani
e re, sempre rimanendo amico mansueto dei bimbi. La pratica della caccia
ne esalta le prerogative, ma mai interferendo nell'indole serena che ne
fa uno dei più versatili esemplari di cani da compagnia. Quando
punta il selvatico, indicandone la vicinanza, s'immobilizza a statua con
frange che modellano arti e coda, proprio come se contemplassero una gualdrappa
di seta tant'è lucido ed esile il pelo. In corsa, avanza cos'ì
leggero da sembrare sospinto da folate di vento e l'andatura irruente
mai lo farebbe sospettare; in casa è tranquillo e al guinzaglio
ubbidiente compagno. Ma sa anche imporsi per la generosità di carattere
e la mitezza dello sguardo, sempre alla ricerca di quello del padrone,
come per afferrarne le carezze con gli occhi. Sono cani mansueti, festosi,
affezionati al padrone con cui mantenere un costante collegamento, e incapaci
di aggredire le persone proprio perchè allevati ed addestrati per
cercare il selvatico, lasciando poi che il cacciatore ne faccia preda.
Tradito
dall'eccessiva bellezza rischia di abdicare definitivamente dallo sporto
per diventare prezioso compagno d'appartamento. |
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Il mantello color mogano, le lunghe frange, gli occhi espressivi, un innata
docilità lo rendono addirittura suggestivo tanto da sembrare una
vivida scultura di bronzo. Suoi antenati sono Madder Rhu, Spaniel rossi
d'Irlanda, e i primi esemplari avevano macchie bianche e punte dei peli
nere che creavano riflessi violacei. Bellissimi, ispirarono artisti famosi
fra cui Van Dyck, che ne dipinse un esemplare con macchia bianca sul petto,
vicino a 3 bambini quasi a suggellare nell'arte l'affettuosità
dell'irlandese. Chalon in un olio datato 1816 lo ritrae immobile nella
ferma proprio come aveva fatto nel 1805 l'incisore Sydenham. La prima
trascrizione del 1825 e lo indica "bianco arancio dal pelo lungo,
setoso, con lunghe frange alle zampe e alla coda, occhi dolci e tartufo
nerissimo). Nel 1860 venne costituita una classe particolare per gl'irlandesi
presenti alle mostre: alcuni avevano una macchia bianca in fronte, che
era considerata segno distintivo proprio perchè si riteneva fossero
discendenti del gran campione Palmerston. E' la storia di questo capostipite
è davvero singolare. Apparteneva a un cacciatore intenzionato ad
ucciderlo, perchè di scarso aiuto. Un cinofilo ne ebbe compassione
e lo prese con se, presentandolo poi alle mostre e ottenendo successi
clamorosi. Nel 1885 vieni definito lo standard ufficiale che nel tempo
ha subito poche modifiche. |
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